Architettura

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Appartata dai grandi eventi della civiltà più rumorosa, nel ricco isolamento di una campagna ravvivata dal susseguirsi di vigneti che disegnano la Franciacorta, sorge la Cantina Ronco Calino.
Assaporando nelle sue passeggiate i morbidi declivi d’un verde ininterrotto e lasciandosi ispirare dalle note del pianista Arturo Benedetti Michelangeli, Paolo Radici pensa ad una struttura architettonica che riunisca due caratteristiche a suo avviso imprescindibili: l’integrazione armonica con il territorio che la accoglie e di cui vuole essere ambasciatrice, e la massima funzionalità per ospitare tutte le fasi del ciclo produttivo. In poche parole, un edificio tradizionale al servizio delle esigenze tecnologiche ed espressive del produttore.
Predilige uno spazio che si fonda perfettamente con il paesaggio, un vero e proprio belvedere sui vigneti circostanti, e lo dota di ampie sale di accoglienza e degustazione finalizzate alla divulgazione della cultura del “bere bene”.

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Ma il fulcro della cantina è proprio nel cuore del territorio che la ospita, nella sua parte ipogea. Gli spazi interrati e tecnologicamente attrezzati sono ottimali per ricevere e custodire il vino in tutte le fasi della sua produzione, dalla vinificazione all’affinamento. Un santuario dove il tempo perde importanza e, senza alcuna fretta, nascono i Franciacorta di Ronco Calino.
L’impatto architettonico è di grande fascino: sottolinea la ricerca dell’ideale equilibrio tra la necessaria qualità di un edificio creato ad esatta misura del ciclo produttivo e l’aspetto estetico di un luogo che nasce come espressione e disvelamento del territorio da cui trae identità.