Progetto Ita.Ca.

Una produzione nel rispetto dell’ambiente: l’impegno di Ronco Calino che aderisce al progetto Ita.Ca.®

Tutte le attività produttive implicano consumo di energia e, quindi, conseguente emissione di gas serra nell’atmosfera. Malgrado sia una delle meno impattanti sull’ambiente, la produzione di vino non fa eccezione: per questo motivo, è nato Ita.Ca.® (acronimo di Italian Wine Carbon Calculator), un sistema di calcolo per il monitoraggio ambientale creato in conformità del protocollo internazionale IWCP (International Wine Carbon Protocol), accreditato da FIVS (Federation Internationale des Vins et Spiritueux) e realizzato in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano.

Grazie ad Ita.Ca.®, è possibile controllare tutte le fonti di emissioni di gas serra a livello aziendale, misurandole in equivalenti di anidride carbonica: le emissioni derivanti da fonti fossili (consumate in azienda o in tutte le attività correlate), quelle generate indirettamente dall’energia elettrica, quelle attribuibili alla produzione dei materiali acquistati e quelle legate allo smaltimento dei rifiuti.

Ronco Calino è fra le prime aziende ad aver aderito al progetto – peraltro condiviso anche dal Consorzio per la Tutela del Franciacorta – adeguando la propria attività in funzione di un maggior rispetto dell’ambiente.

“Inizialmente non è stato semplice.” – afferma Lara Imberti, responsabile commerciale dell’azienda – “Quando si pensa alle emissioni di gas serra, si è automaticamente portati a pensare ai consumi energetici diretti, quindi ai carburanti usati per i mezzi agricoli o all’energia elettrica consumata dagli impianti aziendali. In realtà, il progetto Ita.Ca.® prevede il monitoraggio di aspetti della nostra azienda che non avremmo mai considerato, come le emissioni dovute ai cicli biologici del terreno (le fasi di concimazione) o i viaggi e gli spostamenti per le attività di rappresentanza (promozione, commercio e attività accessorie).”

“Sicuramente il poter disporre di una cantina interrata è stato di grande aiuto, in quanto non dobbiamo ricorrere a consumi energetici per mantenere la temperatura ideale nei locali. Anche l’ampio utilizzo di sostanze organiche per la concimazione dei terreni piuttosto che di concimi chimici ha giocato a nostro favore.”

Nell’ottica di un sempre più profondo rispetto della natura, dal 2013 Ronco Calino ha intrapreso il cammino di conversione alla viticoltura biologica: la vendemmia 2016 sarà la prima ad essere certificata ufficialmente.