Ronco Calino Franciacorta
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MAGGIO 2024

Api e vigna: amiche nella biodiversità

Passeggiando tra i filari della nostra collina in un soleggiato giorno di primavera, è possibile avvertire il ronzio di qualche piccolo ospite che si libra e vola di fiore in fiore: la permanenza in aria è breve, perché il mare di pollini attende, invitante, le api laboriose.

La vite europea ha organi riproduttivi maschili e femminili, e per questo non necessita dell’intervento degli insetti per la fecondazione del fiore. La presenza in vigna di queste discrete operaie è tuttavia una risorsa straordinaria per l’impollinazione delle piante che gremiscono i filari in regime biologico, ma anche per il ruolo, pressoché invisibile, che svolgono nella cura delle uve.

Oltre al prezioso sostegno nella tutela e alimentazione della biodiversità, le api sanno essere solerti “infermiere”, in grado di cicatrizzare le ferite dei grappoli danneggiati dalla grandine o da altri insetti: raccogliendo gli zuccheri che fuoriescono dalle lesioni asciugano infatti l’acino che, in questo modo, risulta meno esposto a malattie fungine.

Tuttavia, oggi l’esistenza delle api è minacciata dai sempre più repentini cambiamenti climatici, che influiscono sui ritmi di vita di questi piccoli insetti, già in difficoltà nel trovare un ambiente a loro favorevole. In questo senso, la gestione della vigna in agricoltura biologica può essere di grande aiuto: grazie a pratiche virtuose, come la semina del sovescio, si contribuisce a generare un ecosistema fertile per il prosperare delle api, la cui presenza è sempre indice di un ambiente salubre, ricco di biodiversità.

E, per noi di Ronco Calino, sintomo di buonumore

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