Ronco Calino Franciacorta
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La tecnica

Precisione e attesa

I mosti destinati ai Franciacorta, pressati a 12 gradi, fermentano a 14 gradi: le temperature sono fondamentali in questa fase, basti pensare che passando da 14 a 18 gradi si perde una parte significativa del corredo aromatico del vino.
In cantina si lavora per microvinificazioni per valorizzare la personalità delle singole parcelle. Dal 2007 i Franciacorta Ronco Calino non svolgono più la trasformazione malolattica. Da sempre, invece, i mosti fiore di Chardonnay fermentano e affinano in barrique, con bâtonnage settimanali: un’attenzione che esalta la complessità dei vini base.
L'imbottigliamento delle cuvée avviene a maggio, utilizzando lieviti selezionati e zucchero di barbabietola biologico. I vetri sostano in catasta almeno 12 mesi in più di quanto stabilito dal già severo Disciplinare Franciacorta. Il riposo post sboccatura dura 6 mesi, un anno per i Millesimati.
Ronco Calino inizia la distribuzione quando il Franciacorta è “pronto”. Talvolta annate più anziane, ma ritenute immature per la beva, sono disponibili dopo vendemmie più recenti: questo evita a ristoranti ed enoteche l’immobilizzo del prodotto e premia il degustatore, che trova nel bicchiere un Franciacorta capace di esprimere il suo pieno potenziale.
Un potenziale fatto di autenticità, riconoscibilità della varietà, pienezza e lunghezza gustativa, ma anche digeribilità dovuta alla lenta rifermentazione, all’assenza di allergeni e al basso contenuto in solfiti.

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